martedì 14 gennaio 2020

per farla finita con le notti passive!!

In merito alla notte passiva, il cui utilizzo fortunatamente è stata abbandonato dalla maggior parte delle cooperative, dobbiamo spendere alcune parole molto chiare, in termini giuridici, di organizzazione del lavoro, ed in termini etici.


In diritto
Effettivamente si trova nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro delle Cooperative Sociali, definita “servizio con obbligo di residenza nella struttura”, all’interno di un contratto disastroso per molti aspetti, che conferma anche in questo passaggio tutta la sua lontananza dai diritti e dalla dignità di chi lavora nel sociale. I responsabili di questo contratto li trovate nei firmatari, Cgil, Cisl e Uil, che continuano a riproporre in ogni rinnovo la “famigerata” notte passiva.

Nonostante si trovi sul contratto nazionale, NON è legale; lo definiscono le leggi europee e italiane, che sono prevalenti rispetto ai contratti collettivi, e diversi sono i passaggi giuridici che lo definiscono: ora andremo a elencarne alcuni.

mercoledì 30 ottobre 2019

Ma quali Sereni Orizzonti, un presente di Precarietà e Sfruttamento!

E’ di questi giorni la notizia dell’arresto del fondatore e presidente di Sereni Orizzonti, Massimo Blasoni, e di altri 7 consiglieri per una Truffa da 10 milioni di euro, su residenze per anziani e minori.
Comprimevano al massimo il costo del personale“, anche a rischio di pregiudicare “benessere e salute” di anziani e minori. Le irregolarità vanno dai rapporti di lavoro al raggiro degli ospiti privati che, a fronte delle rette di degenza pagate, hanno ottenuto prestazioni assistenziali inferiori. La truffa aggravata è ai danni dei bilanci delle Regioni Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Sicilia.
Massimo Blasoni non è nuovo a problemi con la giustizia. Condannato nel 1996 per esercizio abusivo della professione (si era spacciato per consulente del lavoro), ha patteggiato sborsando 400mila lire. Nel 1999 invece una condanna a un anno e 9 mesi di reclusione con patteggiamento e sospensione della pena per bancarotta fraudolenta, falso in bilancio, evasione fiscale, appropriazione indebita, corruzione aggravata, reati commessi dal 1991 al 1996. Nel 2004 aveva ancora patteggiato 6 mesi di carcere sostituiti da un’ammenda di 6.800 euro per delitto colposo di danno e violazione delle regole relative agli infortuni sul lavoro.
Per le Fiamme gialle, le strutture operative della società, “per massimizzare i profitti d’impresa, comprimevano al massimo il costo del personale di servizio impiegato ed erogavano prestazioni diverse per quantità e qualità rispetto agli standard normativamente e contrattualmente previsti, determinando una minore assistenza ad anziani e minori, anche a rischio di pregiudicarne il benessere e la salute”.
Tratto dal Fatto Quotidiano del 24.10.2019


MA DI COSA DOVREMMO STUPIRCI?

lunedì 2 settembre 2019

ALLE COLLEGHE E COLLEGHI PUNTO SERVICE

Colleghe e colleghi,
alcune lavoratrici e alcuni lavoratori della Cooperativa Punto Service, in questi anni hanno scelto un sindacato DIVERSO e DEMOCRATICO, che non sia “il sindacato dell’azienda”, che ha permesso di mettere in luce le difficoltà che si affrontano nelle attività quotidiane tanto nelle case di riposo quanto nei servizi di assistenza domiciliare.

Insieme alla CUB Sanità, le lavoratrici e i lavoratori di Punto Service hanno vinto, in tribunale (confermate in appello), 4 cause su “cambio divisa”, raggiungimento del monte ore, ecc.

C’è ancora tanto da fare! E per questo motivo, CUB Sanità ha avviato uno stato di agitazione di tutto il personale delle strutture Punto Service della regione Piemonte, per sostenere queste richieste:

giovedì 8 agosto 2019

Basta, la notte passiva è illegale!

Alcune cooperative utilizzano per il servizio notturno in comunità, gruppi appartamento e case di riposo, la cosiddetta “notte passiva”, ovvero costringono le lavoratrici e i lavoratori a lavorare di notte senza la giusta retribuzione.
Nonostante sia presente nel contratto nazionale, grazie ai “soliti sindacati compiacenti”, è stata dichiarata illegale da diverse sentenze di tribunale: lo dicono le leggi (che valgono più dei contratti), il codice civile, il Dlgs. 66, le direttive europee e numerose sentenze di tribunale a tutti i livelli.

Le “notti passive” vengono giustificate da coordinatori e dirigenti come un’attività notturna non attiva come quella diurna, quindi da non retribuire…tanto si dorme!

MA NON siamo a casa nostra, con i nostri affetti, né possiamo gestire il nostro tempo a nostro piacimento, MENTRE siamo a disposizione del datore di lavoro e sul luogo di lavoro.                                                                                                                                  Spesso, essendo considerata “passiva”, succede che venga agganciato un turno al mattino, o segua un turno serale, non rispettando le 11 ore di stacco tra un turno e l’altro, e finisce che si lavora anche 20 ore!

Mancati riposi, stanchezza, lavoro sottopagato, sfruttamento….
Questo sistema influisce sulla qualità delle relazioni educative, assistenziali, terapeutiche, e sulla qualità del servizio.
Alcune lavoratrici della nostra provincia quest’anno hanno detto basta! all’utilizzo della notte passiva, si sono organizzate assieme al sindacalismo di base, la CUB Sanità di Cuneo, e non solo hanno ottenuto la fine dell’utilizzo di questo misero espediente che consente alle cooperative di risparmiare sulla pelle di chi lavora, ma hanno anche recuperato quanto non retribuito. 
Cosa aspettiamo a farci rispettare tutti? Ora basta!
SE LAVORI in un posto dove si fa la notte passiva:
Cercaci per far terminare l’utilizzo della notte passiva.

SE HAI LAVORATO in un posto dove si fa la notte passiva:
Cercaci per recuperare tutti gli arretrati.



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