mercoledì 5 febbraio 2020
lunedì 3 febbraio 2020
ALBO DEGLI EDUCATORI: CHE FREGATURA!!
Da alcuni mesi sbattiamo la test a causa del caos generato per
l’iscrizione all’albo, alle liste speciali, per l’equipollenza,
per i costi esorbitanti, dalla necessità di maturare gli ECM, in una
giungla inestricabile di notizie e smentite. Facciamo
un po' di chiarezza:
CHI
DEVE ISCRIVERSI?
|
CHI
NON DEVE ISCRIVERSI?
|
Tutti
gli educatori professionali con laurea SNT-2 ed equipollenti
indistintamente dal loro ambito di lavoro sono tenuti ad
iscriversi all’Albo.
Devono
iscriversi agli elenchi speciali:
tutti
coloro che lavorano in ambito socio-sanitario e:
-
hanno maturato 36 mesi di servizio, anche non continuativi, negli
ultimi 10 anni entro l’entrata in vigore della l. 145/18
-
sono in possesso di un titolo che al momento dell’assunzione ha
permesso di svolgere l’attività professionale
-
possono garantire documentazione relativa all’inquadramento
presso una struttura sanitaria
|
Il
professionista che non lavora in ambito socio-sanitario e non è
in possesso del titolo SNT-2 ed equipollenti
Se
la mia domanda di iscrizione agli elenchi speciali è stata
rigettata
Se
si è in possesso di titolo L19 in riferimento alla l. 145/2018
potrai lavorare nei servizi socio-sanitari limitatamente agli
aspetti socio-educativi
|
Come educatrici/ori
incontratisi a gennaio a Torino, avanziamo queste proposte:
1) L’Albo è una TASSA SUL
LAVORO, non è giusto dover pagare per lavorare!
Trasformare l’Albo in un semplice “registro unico”, ovvero in
un registro unico di tutti gli educatori abilitati, senza distinzione
tra sanitari e non, tenuto presso il ministero.
2) PROFILO UNICO DEGLI
EDUCATORI, perché chi ha diviso la nostra categoria in due
non conosce e non riconosce per nulla il nostro lavoro, che non è
solo sanitario, né solo sociale, ma relazionale in tutti i contesti,
con la possibilità di cambiare utenza.
3) I COSTI NON POSSONO ESSERE
A CARICO DELLE LAVORATRICI/ORI
Con le retribuzioni del nostro settore, NON E’ ACCETTABILE che
l’educatore paghi l’iscrizione all’Ordine, gli ECM,
l’assicurazione, né che trascorra il proprio TEMPO LIBERO per la
formazione, utilizzando riposi e/o ferie.
DIGNITA’
PER IL LAVORO EDUCATIVO!
Verso
l’assemblea EDU. È tempo di agire
|
Confederazione
Unitaria di Base – Cuneo
fb: cub
cuneo e
provincia
cub.cuneo@cubpiemonte.org
333.6010470 335.8174573
martedì 14 gennaio 2020
per farla finita con le notti passive!!
In
merito alla notte passiva, il cui utilizzo fortunatamente è stata
abbandonato dalla maggior parte delle cooperative, dobbiamo spendere
alcune parole molto chiare, in termini giuridici, di organizzazione
del lavoro, ed in termini etici.
In
diritto
Effettivamente
si trova nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro delle
Cooperative Sociali, definita “servizio con obbligo di residenza
nella struttura”, all’interno di un contratto disastroso per
molti aspetti, che conferma anche in questo passaggio tutta la sua
lontananza dai diritti e dalla dignità di chi lavora nel sociale. I
responsabili di questo contratto li trovate nei firmatari, Cgil, Cisl
e Uil, che continuano a riproporre in ogni rinnovo la “famigerata”
notte passiva.
Nonostante
si trovi sul contratto nazionale, NON è legale; lo
definiscono
le leggi europee e italiane, che
sono
prevalenti rispetto ai contratti collettivi, e
diversi
sono i passaggi giuridici che lo definiscono: ora andremo a elencarne
alcuni.
mercoledì 30 ottobre 2019
Ma quali Sereni Orizzonti, un presente di Precarietà e Sfruttamento!
E’
di questi giorni la notizia dell’arresto del
fondatore e presidente di Sereni Orizzonti, Massimo
Blasoni, e
di altri 7 consiglieri per una Truffa da 10 milioni di euro, su
residenze per anziani e minori.
“Comprimevano
al massimo il costo
del personale“,
anche a rischio di pregiudicare “benessere
e salute”
di anziani
e minori.
Le irregolarità vanno dai rapporti di lavoro al raggiro
degli ospiti privati che,
a fronte delle rette
di degenza
pagate, hanno ottenuto prestazioni
assistenziali
inferiori.
La truffa
aggravata è ai danni dei bilanci delle Regioni
Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e
Sicilia.
Massimo
Blasoni non è nuovo a problemi con la giustizia. Condannato nel 1996
per
esercizio abusivo
della professione (si era spacciato per consulente del lavoro), ha
patteggiato sborsando 400mila
lire.
Nel 1999 invece una condanna a un anno e 9 mesi di reclusione con
patteggiamento e sospensione della pena per bancarotta
fraudolenta,
falso in bilancio, evasione
fiscale,
appropriazione indebita, corruzione
aggravata,
reati commessi dal 1991 al 1996. Nel 2004
aveva ancora patteggiato 6 mesi di carcere sostituiti da un’ammenda
di 6.800 euro
per delitto colposo di danno e violazione delle regole relative agli
infortuni
sul lavoro.
Per
le Fiamme gialle, le strutture operative della società, “per
massimizzare
i profitti
d’impresa,
comprimevano al massimo il costo del personale di servizio impiegato
ed erogavano prestazioni diverse per
quantità e qualità
rispetto agli standard normativamente e contrattualmente
previsti,
determinando una minore assistenza ad anziani e minori, anche a
rischio di pregiudicarne il benessere e la salute”.
Tratto
dal Fatto Quotidiano del 24.10.2019
MA
DI COSA DOVREMMO STUPIRCI?
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