lunedì 3 febbraio 2020

ALBO DEGLI EDUCATORI: CHE FREGATURA!!



Da alcuni mesi sbattiamo la test a causa del caos generato per l’iscrizione all’albo, alle liste speciali, per l’equipollenza, per i costi esorbitanti, dalla necessità di maturare gli ECM, in una giungla inestricabile di notizie e smentite. Facciamo un po' di chiarezza:

CHI DEVE ISCRIVERSI?
CHI NON DEVE ISCRIVERSI?
Tutti gli educatori professionali con laurea SNT-2 ed equipollenti indistintamente dal loro ambito di lavoro sono tenuti ad iscriversi all’Albo.

Devono iscriversi agli elenchi speciali:
tutti coloro che lavorano in ambito socio-sanitario e:
- hanno maturato 36 mesi di servizio, anche non continuativi, negli ultimi 10 anni entro l’entrata in vigore della l. 145/18
- sono in possesso di un titolo che al momento dell’assunzione ha permesso di svolgere l’attività professionale
- possono garantire documentazione relativa all’inquadramento presso una struttura sanitaria

Il professionista che non lavora in ambito socio-sanitario e non è in possesso del titolo SNT-2 ed equipollenti

Se la mia domanda di iscrizione agli elenchi speciali è stata rigettata

Se si è in possesso di titolo L19 in riferimento alla l. 145/2018 potrai lavorare nei servizi socio-sanitari limitatamente agli aspetti socio-educativi

Come educatrici/ori incontratisi a gennaio a Torino, avanziamo queste proposte:

1) L’Albo è una TASSA SUL LAVORO, non è giusto dover pagare per lavorare!
Trasformare l’Albo in un semplice “registro unico”, ovvero in un registro unico di tutti gli educatori abilitati, senza distinzione tra sanitari e non, tenuto presso il ministero.
2) PROFILO UNICO DEGLI EDUCATORI, perché chi ha diviso la nostra categoria in due non conosce e non riconosce per nulla il nostro lavoro, che non è solo sanitario, né solo sociale, ma relazionale in tutti i contesti, con la possibilità di cambiare utenza.
3) I COSTI NON POSSONO ESSERE A CARICO DELLE LAVORATRICI/ORI
Con le retribuzioni del nostro settore, NON E’ ACCETTABILE che l’educatore paghi l’iscrizione all’Ordine, gli ECM, l’assicurazione, né che trascorra il proprio TEMPO LIBERO per la formazione, utilizzando riposi e/o ferie.


DIGNITA’ PER IL LAVORO EDUCATIVO!
Verso l’assemblea EDU. È tempo di agire


Confederazione Unitaria di Base – Cuneo fb: cub cuneo e provincia cub.cuneo@cubpiemonte.org           333.6010470         335.8174573

martedì 14 gennaio 2020

per farla finita con le notti passive!!

In merito alla notte passiva, il cui utilizzo fortunatamente è stata abbandonato dalla maggior parte delle cooperative, dobbiamo spendere alcune parole molto chiare, in termini giuridici, di organizzazione del lavoro, ed in termini etici.


In diritto
Effettivamente si trova nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro delle Cooperative Sociali, definita “servizio con obbligo di residenza nella struttura”, all’interno di un contratto disastroso per molti aspetti, che conferma anche in questo passaggio tutta la sua lontananza dai diritti e dalla dignità di chi lavora nel sociale. I responsabili di questo contratto li trovate nei firmatari, Cgil, Cisl e Uil, che continuano a riproporre in ogni rinnovo la “famigerata” notte passiva.

Nonostante si trovi sul contratto nazionale, NON è legale; lo definiscono le leggi europee e italiane, che sono prevalenti rispetto ai contratti collettivi, e diversi sono i passaggi giuridici che lo definiscono: ora andremo a elencarne alcuni.