mercoledì 18 aprile 2018
CUB e Lavoratrici hanno vinto contro la coop. Punto Service
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lunedì 26 febbraio 2018
Valdocco a Saluzzo
IL
SOCIO DI COOPERATIVA: QUALE REALTA'?
Il
cambio di gestione dei servizi, pone molti problemi per i lavoratori,
tante PREOCCUPAZIONI dovute a tante incertezze. In particolare ci si
chiede COSA SI PERDE, QUANTO COSTA FAR PARTE DI UNA COOPERATIVA DI
CUI SI CONOSCE POCO e che ha la dirigenza e sede amministrativa
lontana dal territorio in cui è inserto il posto di lavoro?
Le
cooperative che operano nell'ambito socio-educativo e sanitario,
hanno assunto in Italia, dimensioni economiche enormi, gestiscono
servizi, in accreditamento, appalto, concessione e affido, che erano
gestiti direttamentedagli Enti Pubblici. Il motivo E' DIMINUIRE IL
COSTO DEL LAVORO e DIMINUIRE I DIRITTI DEI LAVORATORI.
LA
COOPERATIVA ANIMAZIONE VALDOCCO E' UNA DELLE PIU' GRANDI COOP. DI
SERVIZI ALLA PERSONA, che fagogita servizi quà e là, in Piemonte
soprattutto e qualcuno in Val D'Aosta e in Lombardia. Di fatto IL
CONTROLLO DEI SERVIZI E' ESERCITATO DAI RESPONSABILI E DAI SUOI
FEDELI, gli altri diventano solo
dipendenti! Ma allora PER QUALE MOTIVO SI DOVREBBE SOTTOSCRIVERE UNA
QUOTA SOCIALE PESANTISSIMA? più di £ 4.000!
ASSOCIARSI
SIGNIFICA VINCOLARE, senza interessi, QUASI META' DELLO STIPENDIO DI
UN ANNO DI UN OPERATORE A TEMPO PIENO, FIGURARSI QUANTO E' GRAVOSO
PER UN OPERATORE PART-TIME! E' EVIDENTE CHE E' INACCETTABILE UNA
SALASSATA DI TALE IMPORTO. D'ALTRONDE NELLO STATUTO DELLA COOPERATIVA
VALDOCCO SONO PREVISTE VARIE FORME DI RAPPORTO DI LAVORO: DIPENDENTE,
SOCIO LAVORATORE, LAVORATORE AUTONOMO NON SOCIO ECC.
PER
QUESTO E' POSSIBILE NON DIVENTARE SOCI, NON ESISTE NORMATIVA ALCUNA
CHE OBBLIGA AD ASSOCIARSI! LIBERI DI SCELTA, già nell'ultimo aumento
di capitale sociale DI valdocco, 4 anni fa, ci fu una grande
opposizione in assemblea sociale e risulta sempre più frequente,
durante le acquisizioni di servizi, di operatori che rifiutano di
associarsi.
MA
veniamo al CAMBIO DI GESTIONE
Il
nuovo codice degli appalti, recepisce la normativa italiana
unitamente a quella europea, in materia di cambi di gestione,
sostanzialmente offre maggiori garanzie ai lavoratori.
Una
buona tutela sindacale, può dare continuità occupazionale, il
mantenimento di tutti i diritti acquisiti, livelli anzianità art.18,
assunzione a tempo indeterminato dei contratti precari, diritti
sindacali.
Per
ottenere tutto questo è importante che i lavoratori siano uniti e
che abbiano chiaro gli obiettivi da raggiungere, nei momenti in cui,
una nuova cooperativa, meglio dire azienda gestore subentrante, può
ricattare i lavoratori e imporre condizioni di lavoro e stipendi
peggiorativi.
Ma
serve anche un buon sindacato, interno alla cooperativa, non colluso
con la direzione e che sta chiaramente dalla parte dei lavoratori!
Negli
ultimi anni, gli operatori valdocco, visto l'autoritarismo della
direzione, la perdita di diritti e di autonomia professionale, hanno
costituito un sindacato interno, la Cub. L'unico sindacato che oggi
chiede il rispetto del lavoro e delle indennità economiche previste
dal CCNL e difende i colleghi dalle vessazioni disciplinari e dai
licenziamenti.
Organizzati con la Cub!
333.6010470
Cuneo 24.02.18
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giovedì 22 febbraio 2018
Torino sta con le OSS
TORINO STA CON LE OSS
DOPO LO SCIOPERO ALLA CASA DI RIPOSO IL PORTO Domenica 14 gennaio, le lavoratrici del Porto Casa di Riposo della coop. Punto Service hanno
scioperato e organizzato una festa-protesta davanti all’edificio.
Chiedevamo 3 cose:
1) Più operatori in turno, soprattutto di notte, quando, al Porto, ci sono un solo infermiere e 4 OSS per 180 anziani!!
2) Turni regolari di 8 ore, con i giusti riposi e la paga di 165 ore per il tempo pieno e 65 per i part time di pulizia.
3) Di non lavorare gratis. Che ci venga pagato il cambio divisa e il passaggio di consegne
In tutte le Case di Riposo ci sono problemi: salario dignitoso; garanzia del monte orario contrattuale; reperibilità retribuita per eliminare doppi turni massacranti; lavaggio delle divise in sede (che ce le dobbiamo lavare a casa, portando i batteri ai nostri cari); lavorare in coppia per diminuire i problemi di salute (ernie, mal di schiena, dolori articolari, tunnel carpale);ecc. ecc.
La cooperativa Punto Service ha rifiutato di trattare, diffondendo invece bugie sulla sua pagina Facebook: che hanno scioperato le assenteiste senza voglia di lavorare perché rifiutiamo i doppi turni, rifiutiamo di rinunciare ai riposi ecc.
Ma i parenti degli ospiti stanno appoggiando le colleghe del Porto, firmando a favore delle richieste delle lavoratrici.
Colleghe di altre RSA stanno dando la loro solidarietà, perché i problemi sono gli stessi.
Molti articoli sono usciti sul Corriere della Sera, Repubblica, Torino Oggi ecc. e alcuni consiglieri regionali ci stanno sostenendo con la richiesta di cambiare anche la legge sulle Case di Riposo e i minutaggi.
Martedì 23 inizia la causa di un gruppo di OSS per recuperare migliaia di euro non pagati dalla Punto Service per non averci dato le ore, il cambio divisa ecc. La Punto Service ha rinunciato a difendersi!
MANCHI SOLO TU!
C’è bisogno di una solidarietà vera tra lavoratrici, lavoratori, familiari e ospiti
Unisciti alla vertenza per le Case di Riposo, i diritti e la serenità di tutti!
mettiti in contatto con noi
PASSA DALLA TUA PARTE, ORGANIZZATI CON LA CUB.
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venerdì 17 novembre 2017
Spiragli di ragione
Cuneo, novembre 2017
Spiragli di ragione a Casa
Sampeyre, ex Rododendro?
Forse
ci siamo, potrebbe essere la volta buona che la situazione all’ex
Rododendro prenda una svolta positiva, dopo due anni vissuti
pericolosamente, dopo che le varie dirigenze ci avevano cacciato in
un vicolo senza uscite.
L’incontro
avuto il 26 ottobre, tra le organizzazioni sindacali, il presidente
della cooperativa Redancia, e il
Responsabile Regionenale Ligure di Kos Care,
ha messo in luce
la volontà della cooperativa Redancia di lasciare, appena possibile,
la gestione del personale della struttura di Sampeyre ad una nuova
cooperativa della provincia di Cuneo.
Questo
avviene in quanto la Redancia, specializzata nel settore della
psichiatria e localizzata prevalentemente in Liguria, per diretta
ammissione del suo presidente, non è stata e non è in grado di
sviluppare nel tempo una proficua relazione con i servizi
territoriali della provincia di Cuneo, che permettesse l’invio di
pazienti secondo l’accreditamento regionale che ha la struttura.
La
nuova cooperativa, ancora senza nome, ma che pare “fortemente
interessata”, sarebbe una solida realtà provinciale, di
conseguenza con le dovute relazioni con il territorio, in grado di
far funzionare al meglio la struttura.
Ma
cosa è successo negli ultimi due anni, in poche righe?
Nell’ultimo
anno e mezzo, i lavoratori hanno vissuto l’accelerazione di una
pratica che negli anni precedenti avveniva con molta più accortezza:
se sino al 2015, all’interno della Raf venivano inseriti pochi
pazienti che non avevano le caratteristiche proprie della “mission”
della struttura, sicuramente con il repentino cambio del direttore e
per opera del direttore sanitario, da gennaio 2016, all’interno
della struttura venivano accolti numerosi pazienti che poco avevano a
che vedere con lo standard definito dal dgr regionale relativo
all’accreditamento riconosciuto.
L’ex
Rododendro, ora denominata Casa Sampeyre, è una Raf di Tipo B, che
per definizione è: “..destinata a soggetti disabili adulti che
necessitano di un elevato grado di assistenza alla persona per
mantenere le abilità residue, in presenza di gravi e plurimi deficit
psico-fisici”.
L’ingresso di tanti pazienti che dovrebbero essere accolti in comunità terapeutiche con personale qualificato per la loro cura, ha prodotto vari episodi gravi per l’incolumità degli operatori, con aggressioni violente e principi d’incendio, ed infortuni legati ad agiti aggressivi dei pazienti, o riconducibili al clima presente in struttura.
Le
condizioni lavorative sino a qualche mese fa erano inaccettabili per
gli operatori della struttura, che hanno iniziato doverose pressioni
verso la cooperativa.
Grazie
al confronto avviato con i nuovi vertici della cooperativa Redancia,
sia i vertici della cooperativa che Kos Care hanno dichiarato
l’intenzione di riportare l’ex Rododendro ad una condizione
accettabile per i lavoratori e gli utenti, nel rispetto delle
legislazioni in materia di assistenza sanitaria. Questo sino a maggio
di quest’anno.
Soddisfatti
dall’impegno preso da tutte le parti, i lavoratori hanno dimostrato
molta disponibilità e responsabilità nell’affrontare il percorso
condiviso.
Nel
mese di maggio il direttore sanitario della struttura comunicava agli
operatori la sua indisponibilità a continuare a lavorare agli
inserimenti di pazienti nella Raf. Solo al termine del mese di luglio
però è stato comunicato ai lavoratori stessi che la direttrice
della struttura e il direttore sanitario avevano firmato le loro
dimissioni nella prima metà del mese di maggio. In quel momento i
pazienti erano 25, ed ora, al termine del loro mandato, i pazienti
sono ridotti a 20, con gli ospiti spostati prevalentemente verso
strutture del gruppo Redancia.
Queste
continue dimissioni di pazienti, e le ulteriori proposte di
trasferimento al momento sospese, che l’equipe lavorativa di
Sampeyre ha trovato spesso incomprensibili, hanno svuotato la
struttura minando le prospettive future.
Inoltre,
lavorando con minori pazienti, vi è stato un conseguente taglio
delle ore giornaliere per i lavoratori, con il probabile mancato
rinnovo contrattuale per almeno due di loro.
Qualcuno
sicuramente dirà che al momento tutti i soggetti coinvolti stanno
perdendo qualcosa, chi in termini di reddito, chi in termini
finanziari, ma è utile ricordare come l’attuale situazione sia il
risultato in primis del mancato lavoro di relazione e di rete da
parte delle dirigenze in questione verso i servizi territoriali
invianti.
Inoltre
le scelte sbagliate compiute negli ultimi anni, e la situazione
attuale, avrebbero potuto essere differenti se solo si fosse da
subito riconosciuto la correttezza di quanto lavoratori e le
rappresentanze sindacali andavano da tempo dicendo: la necessità di
cambiare rotta ed impegnarsi nella ricerca dei pazienti adatti alla
tipologia dell’accreditamento.
A
fronte della disponibilità dimostrata dai lavoratori e dalle
organizzazioni sindacali, siamo preoccupati per l’attuale
situazione: in questo momento particolare, con la comunicazione
dell’intenzione della Redancia di lasciare il cantiere di Sampeyre,
e del probabile ingresso di una nuova cooperativa/società dal mese
di gennaio, riteniamo fondamentale che negli ultimi due mesi
dell’anno, vi sia una più accorta gestione delle dimissioni, e si
lavori per nuovi ingressi.
Cub Cuneo e provincia
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